L'integrazione ERP→MES è il pezzo che fa risparmiare più tempo (zero data entry manuale degli ordini). Ed è anche quello che fa più dolore quando i campi sono incompleti.
I 4 campi extra rispetto al minimo
Il minimo apparente è: codice articolo + quantità da produrre. In produzione reale servono altri 4 campi:
- Codice cliente. Per il calcolo costi reale per cliente e per la riconciliazione di fine mese.
- Data di consegna richiesta. Per priorità in schedulazione automatica.
- Ricetta articolo (variante). Stesso articolo può avere ricette diverse in funzione del cliente o del materiale d'arrivo.
- Note libere per l'operatore. Tutte le eccezioni che non stanno nei codici: "questo lotto usa pellicola del lotto Y", "cliente vuole etichetta con scritta X in arabo".
Schema dello scambio: push o pull?
Due approcci. Pull: il MES interroga l'ERP a intervalli regolari per chiedere "ci sono nuovi ordini?". Semplice, robusto al downtime del MES, ma con latenza fra creazione e disponibilità (10-30 min tipico).
Push: l'ERP notifica il MES quando crea un ordine (webhook o coda di messaggi). Più reattivo (secondi), ma richiede modifiche all'ERP per emettere il push. In genere PMI partono in pull e passano a push quando serve la latenza bassa.
Errori che fanno saltare l'integrazione
Tre cause ricorrenti: codici articolo non allineati (l'ERP ha "ART-12345" e il MES "12345"), unità di misura ambigue (quantità in pezzi vs in kg vs in metri lineari), data formato inconsistente (US vs EU). Vanno risolte una volta sola nello strato di mapping fra i due sistemi, non a posteriori per ogni record.