Una dashboard a bordo macchina serve a una cosa sola: far cambiare comportamento all'operatore in tempo reale. Tutto il resto è decoro inutile.
I 3 numeri che devono essere grandi
1. Conteggio pezzi del turno corrente vs. target. Numero a tutto schermo, colore verde se sopra target, ambra se in linea, rosso se sotto. Aggiornato ogni secondo. Funziona perché l'operatore lo vede senza fermarsi.
2. Tempo dall'ultimo fermo. Cronometro che riparte ad ogni fermo. Trasforma una metrica astratta (disponibilità) in un gioco: "batto il record di ieri?".
3. Tasso di scarto del lotto corrente. Percentuale aggiornata in tempo reale. Quando supera la soglia accettabile cambia colore — l'operatore si ferma e investiga prima che il lotto sia perso.
Cosa NON mostrare
Grafici a torta (illeggibili da lontano), trend su 30 giorni (l'operatore non può cambiare niente del passato), KPI finanziari (non sono nel suo controllo), allarmi tecnici complessi (vanno al manutentore, non all'operatore di linea).
Le dashboard "complete" con 12 widget sono ottime nell'ufficio del responsabile di produzione — pessime a bordo macchina. La regola: se l'informazione non porta a un'azione che l'operatore può fare nei prossimi 5 minuti, non sta sulla dashboard di reparto.
Hardware: 43-55 pollici, leggibile a 6 metri
La diagonale minima è 43 pollici per dashboard leggibili dal centro reparto (6-8 metri). Sotto i 32 pollici si finisce per stampare i numeri "appena leggibili da 1 metro": ignorato dopo una settimana. Sopra i 65 pollici diventa caro e il vantaggio marginale è zero.
L'hardware: una smart TV consumer Android + Chromium kiosk mode + URL del dashboard PLCinCloud. Costo: 600-900 €. Niente PC dedicato, niente Windows da gestire.