In molte aziende il problema non è il PLC moderno — è la vecchia macchina degli anni '90 senza PLC accessibile. Il retrofit con sensori esterni è la strada.
Il problema: macchine "mute" ma ancora produttive
Una pressa a iniezione del 1995, un tornio CNC FANUC 0i serie A del 1998, una piegatrice a controllo numerico Wico del 2002: producono ancora, ma il loro controllo non espone protocollo di rete usabile dall'esterno. Aggiornarle costa quanto comprarne una nuova.
Il retrofit: contatori + I/O virtuali
Si installa un modulo Vixion in cabina elettrica connesso a sensori esterni: contatore induttivo sull'asse principale, sensore di prossimità sull'utensile, encoder rotativo se serve la velocità, sonde di temperatura se interessa.
Il modulo legge i sensori e popola un piccolo PLC virtuale che il MES legge come qualunque altro. La macchina non viene toccata — il modulo è completamente esterno e si può rimuovere senza traccia.
Cosa si misura e cosa no
Si misura bene: conteggio pezzi, tempo ciclo (da edge sensore), stato macchina on/off, presenza operatore (badge magnetico esterno), consumo elettrico (pinza amperometrica), eventi di allarme generici (sensori vibrazione).
Non si misura: ricetta attiva, programma in corso, override velocità, parametri di processo specifici. Per quei dati serve accesso al controllo nativo della macchina.
Verbali 4.0 con retrofit
Il retrofit è riconosciuto dall'Agenzia delle Entrate come strumento valido per dimostrare l'interconnessione automatica. Il verbale di collaudo dichiara esattamente cosa si è misurato e con quali sensori. Per i requisiti dell'allegato A serve documentare che il sistema sia interconnesso al gestionale aziendale in modo bidirezionale — il modulo Vixion + MES soddisfa il requisito.